La criminalità organizzata
e il Vaticano, il Banco Ambrosiano e la banca papale Ior, la massoneria
piduista e l’Opus Dei, la Banda della Magliana e i “pentiti”, Flavio Carboni
e monsignor Paul Marcinkus: la requisitoria del pubblico ministero al processo
per l’uccisione di Roberto Calvi.
Roma, marzo 2007, processo per l’uccisione
del banchiere Roberto Calvi: il testo della requisitoria del pubblico ministero,
il sostituto procuratore Luca Tescaroli.
«Era il 18 giugno
1982 quando veniva trovato impiccato a una impalcatura, collocata sull’acqua
di una riva del Tamigi, sotto il ponte di Black Friars di Londra, Roberto
Calvi, esponente di spicco della finanza cattolica, dal 19 novembre 1975
al vertice del Banco Ambrosiano. La sua morte si colloca in un periodo
oscuro del nostro passato, caratterizzato da grande tensione sociale, attraversato
dall’attentato al Sommo Pontefice il 13 maggio 1981... Nel panorama a tinte
fosche di quegli anni si era assistito, dopo l’assassinio di Aldo Moro,
all’invadenza della Loggia massonica P2 nei più delicati gangli
degli apparati statali e militari, e al consolidarsi di cointeressenze
finanziarie tra il piduista Calvi, la banca vaticana guidata da monsignor
Paul Marcinkus, e la criminalità mafiosa... Questo processo ha rimosso
il lenzuolo del tempo che aveva ricoperto una storia giudiziaria inquietante
e drogata del nostro passato, costruita attorno a uomini che hanno vissuto
un’esistenza di impunità, e ha contribuito alla ricerca di una verità
che era apparsa per sempre perduta e irraggiungibile...».
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