Sesta piaga: le ulcere
– Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Procuratevi una manciata
di fuliggine di fornace: Mosè la getterà in aria sotto gli
occhi del faraone. Essa diventerà un pulviscolo diffuso su tutto
il paese d’Egitto e produrrà, sugli uomini e sulle bestie, un’ulcera
con pustole, in tutto il paese d’Egitto». Presero dunque fuliggine
di fornace, si posero alla presenza del faraone, Mosè la gettò
in aria ed essa produsse ulcere pustolose, con eruzioni su uomini e bestie.
Menomati e bastardi
– [Mosè disse:] «Non entrerà nella comunità
del Signore chi ha il membro contuso o mutilato. Il bastardo non entrerà
nella comunità del Signore: nessuno dei suoi, neppure alla decima
generazione, entrerà nella comunità del Signore».
Prepuzi di filistei
– Allora Saul disse: «Riferite a Davide: Il re non pretende il prezzo
nuziale, ma solo cento prepuzi di filistei, perché sia fatta vendetta
dei nemici del re»... Non erano ancora passati i giorni fissati,
quando Davide si alzò, partì con i suoi uomini e uccise tra
i filistei duecento uomini. Davide riportò i loro prepuzi e li contò
davanti al re per diventare genero del re. Saul gli diede in moglie la
figlia Mikal.
Testa e braccio mozzati
– [Giuda] comandò che tagliassero la testa di Nicanore e la sua
mano con il braccio e li portassero a Gerusalemme. Quando vi giunse, chiamò
a raccolta tutti i connazionali e i sacerdoti davanti all’altare... Mostrò
loro la testa dell’empio Nicanore e la mano che quel bestemmiatore aveva
steso contro la sacra dimora dell’Onnipotente pronunciando parole arroganti.
Tagliata poi la lingua del sacrilego Nicanore, la fece gettare a pezzi
agli uccelli e ordinò di appendere davanti al tempio la mercede
della sua follia.
Bruciati vivi nello stagno
di fuoco – [Dall’“Apocalisse”] Vidi allora la bestia e i re della
terra con i loro eserciti radunati per muover guerra contro colui che era
seduto sul cavallo e contro il suo esercito. Ma la bestia fu catturata
e con essa il falso profeta che alla sua presenza aveva operato quei portenti
con i quali aveva sedotto quanti avevan ricevuto il marchio della bestia
e ne avevano adorato la statua. Ambedue furono gettati vivi nello stagno
di fuoco, ardente di zolfo. Tutti gli altri furono uccisi dalla spada che
usciva di bocca al Cavaliere; e tutti gli uccelli si saziarono delle loro
carni.