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Giorgio
Panizzari
LIBERO
PER INTERPOSTO ERGASTOLO
Carcere
minorile, riformatorio, manicomio criminale, carcere speciale: dentro le
gabbie della Repubblica.
Pagg. 165 – € 10,33
Il furto di un’auto, a metà
anni Sessanta, è per il quindicenne proletario Giorgio Panizzari
l’inizio di un incubo senza fine: rinchiuso nel carcere minorile “Ferrante
Aporti”, poi in riformatorio, quindi – appena diciottenne – alle “Nuove”
di Torino. Tornato in libertà, il 16 ottobre 1970 si costituisce
per poter dimostrare la sua estraneità a una rapina con omicidio
dei quali è indiziato; dopo due anni di carcere preventivo, un sommario
processo lo condanna all’ergastolo.
L’ergastolano Panizzari nel corso
degli anni Settanta prende parte alle lotte carcerarie, fino alla militanza
nei Nap e nelle Br, mentre la sua allucinante odissea di detenuto a vita
passa attraverso le più aberranti realtà detentive – a Volterra,
a Porto Azzurro, al manicomio criminale di Aversa, all’Asinara, fino al
carcere speciale di Palmi nei primi anni Ottanta.
Questo suo libro è la cronaca
di una vicenda umana e politica sconvolgente, e costituisce una nuova,
drammatica denuncia dell’inferno carcerario nel nostro Paese.
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